Rappresentazione

“Il mondo è la mia rappresentazione”: ecco una verità che vale in rapporto a ciascun essere vivente e conoscente, anche se l’uomo soltanto è capace di accoglierla nella sua coscienza riflessa e astratta: e quando egli fa veramente questo, la meditazione filosofica è penetrata in lui. Diventa allora per lui chiaro e certo che egli non conosce né il sole né la terra, ma sempre soltanto un occhio, che vede un sole, una mano, che sente una terra; che il mondo, che lo circonda, non esiste se non come rappresentazione, vale a dire sempre soltanto in rapporto ad un altro, a colui che lo rappresenta, il quale è lui stesso. Se mai una verità può venire enunciata a priori, è proprio questa: perché essa è l’espressione di quella forma d’ogni possibile ed immaginabile esperienza, che è piú universale di tutte le altre, piú del tempo, dello spazio e della causalità; dato che tutte queste presuppongono appunto quella. E se ciascuna di queste forme, che noi abbiamo riconosciute tutte come altrettanti particolari modalità del principio di ragione, vale solo per una particolare classe di rappresentazioni, la divisione in oggetto e soggetto è invece forma comune di tutte quelle classi, è quell’unica forma sotto la quale qualsivoglia rappresentazione, di qualsiasi natura, astratta o intuitiva, pura o empirica, è possibile e pensabile. Nessuna verità è dunque piú certa, piú indipendente da ogni altra, meno bisognosa di una prova, di questa: che tutto ciò che esiste per la conoscenza, cioè questo mondo intero, è solamente oggetto in rapporto al soggetto, intuizione di chi intuisce, in una parola: rappresentazione. Naturalmente questo vale, come per il presente, cosí per ogni passato e per ogni futuro, per ciò che è piú lontano come per ciò che è vicino: perché vale anche per il tempo e lo spazio, nei quali soltanto tutto viene distinto. Tutto quanto appartiene e può appartenere al mondo, ha inevitabilmente per condizione il soggetto ed esiste solo per il soggetto. Il mondo è rappresentazione.

[…]

Solo dunque dal punto di vista indicato, ossia in quanto è rappresentazione, noi consideriamo il mondo in questo primo libro. Che, tuttavia, questa considerazione, nonostante la sua verità sia arbitraria, risulta evidente a ciascuno in virtú dell’intima riluttanza che egli prova a concepire il mondo soltanto come sua mera rappresentazione; anche se a questo concetto egli non può certo mai sottrarsi.”

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Lui

Il giorno di lavoro è stato peso sulle braccia. Avanti e indietro sul cantiere. La polvere spalmata sui nostri visi e ancora il profumo di Lei nelle narici.

Ecco che penso a lei, ancora e solo a lei. Questo pensiero fisso sembra quasi dare un senso, una variante allo sforzo del lavoro.

E’ stata una notte di intrecci e… il suo giovane corpo una vertigine per il mio equilibrio. Un bisogno di reggersi per evitare di cadere.

Quelle sue dita lunghe capaci di sfiorare ogni angolo, curva. Nessun imbarazzo per gli anni che ci separano e che la mia pelle racconta. Una regina dell’amore che sa come governare un popolo di amplessi.

Assorbito dalle sue geometrie, mi ha condotto a scoprirle tutte, con passione ed aria complice.

Le sue labbra, sapore di fragole rosse.

Da quanto tempo non ero di una donna, così, senza riserve…io ed una donna?!

Una meraviglia. Lei, Tamìna, la mia meraviglia. Un vento improvviso che ruba i miei sogni, sussurra l’amore e me lo offre,

Ho amato una donna. Da subito, ho amato questa donna.

Non durerà. Perché dovrebbe?

Smetta quando vuole, intanto io amo.

Padre

“La notte che seppe la notizia della fidanzata incinta non di lui, riuscì pure a dormire. Scrive Matteo che sognò un angelo e lo ascoltò parlare: “Non avere paura di sposare Maria, la tua promessa”. Non avere paura: gli uomini sono sensibili a questa raccomandazione. Fu così che divenne eroico. (…..) Seppe uscire di storia quando quel giovane uomo uscì dalla sua casa.
Giuseppe ha diritto di prestare nome alla festa dei padri. Lui è stato il vice in terra, incarico assunto senza nessun mandato, per amore di sua moglie e del figlio spuntato in mezzo a loro.
Raffigurato anziano, è per me giovane, innamorato e valoroso. Santo è un attributo che aggiunge poco alla sua integrità”

#iostoconerri

Lei e il poeta (2)

Una poesia e il silenzio ad unirli.

La ragazza continuò a sfogliare lentamente il taccuino, leggendo a ritroso quelle pagine fitte di segni.

C’erano componimenti di ogni genere; si distinguevano poesie, racconti brevi, lettere e nella prima pagina…uno schizzo. Il profilo di una ragazza, capelli lisci, sguardo perso. Sembrava lei.

Gli sorrise. Lui imbarazzato. Lei lo prese per mano e lo tirò con se’ verso la prima panchina libera del parco difronte alla fermata dell’ autobus.

“Oggi non ho impegni “-disse -“Resto qui. Scrivimi una storia.”

Riconsegnò il taccuino e lui…iniziò.

“Ho passato notti intere ed insonni a cercare un aggettivo, un nome che potessero ricordare qualcosa di te e delle volte che ti ho cercata e incontrata tra fermate di autobus cittadini. Ogni singola parola che ho posato su questi fogli bianchi l’ho scritta per te.

Ogni storia che ho inventato,ogni personaggio che ho creato, l’ho fatto solo per raccontare quanto sono innamorato di te. Scrivendo mi appare tutto più facile, immediato. Non credo di esser capace di uscire da questa prigione di fogli. Non credo di riuscire a sollevare, ora, lo sguardo e perdermi nei tuoi occhi”.

Lei fermò la mano di lui che dava l’energia alla biro di scorrere.

“Promettimi che sarai così per sempre.”

Poi…lo baciò.

Un cucchiaino affondato nella creme brulee.

Intreccio integrale di rovi e noci (Crostata integrale alle more e noci)

“L’uccello con la spina nel petto segue una legge immutabile; è spinto da non sa cosa a trafiggersi, e muore cantando. Nell’attimo stesso in cui la spina lo penetra, non ha consapevolezza della morte imminente; si limita a cantare e a cantare, finché non rimane più vita per emettere una sola altra nota. Ma noi, quando affondiamo le spine nel nostro petto, sappiamo. E lo facciamo ugualmente. Lo facciamo ugualmente.”

Uccelli di Rovo

Ingredienti Crostata per uno stampo dal diametro di 28 cm:

– 270 gr di farina integrale Molino Chiavazza;

– 70 gr di zucchero di canna;

– 40 gr di latte scremato;

– 1 uovo;

– 5 gr di lievito per dolci;

-350 gr di confettura di more di rovo Santa Rosa;

-15 grammi di noci;

– un pizzico di sale;

– scorza di limone.

Riunire in una ciotola tutti gli ingredienti secchi, farina integrale setacciata, lievito, zucchero di canna e aromatizzarli con la scorza grattugiata di limone.

Unire, al centro, un uovo e il latte. Mescolare il tutto, inglobando le polveri. Trasferire sul piano di lavoro ed impastare fino ad ottenere un panetto compatto. Se l’impasto risulta appiccicoso, aggiungere altra farina.

Una volta pronto, avvolgere il panetto nella pellicola trasparente e lasciar riposare in frigo per almeno mezz’ora. Trascorso questo tempo, riprendete il panetto di pasta frolla e mettetelo sul piano infarinato.Stendete la sfoglia per uno spessore di circa 4 mm, e con l’aiuto del mattarello posizionate la pasta su una tortiera, precedentemente imburrata e infarinata. Eliminare gli eccessi di pasta sui bordi e bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta. Versare la confettura e livellarla con un cucchiaio, aggiungere le noci polverizzate e decorare la crostata a vostro piacimento.

Infornare in forno preriscaldato a 180°c per 40-45 minuti.

Una volta raffreddata, togliere la crostata dallo stampo e servirla in un piatto da portata.