Lei e un nome

Guardo l’attaccatura della sua mano, dorso sinuoso e minuto. Le sue mani sono come la sua giovinezza.

Sulla lingua sento il calore della zuppa.

Non ho la spregiudicatezza di guardarla negli occhi.

Salgo fino alle labbra e la vedo sorridere. Sorride e non capisco per cosa.

“Sono Tamina” e poi tace.

“Kundera” rispondo e sorrido.

Sembra proprio uscita dal nulla; lo sbuffo di un romanzo che viene a trovarmi.

“Pensi a cosa?” chiede per sentirmi parlare.

Al tuo nome da romanzo, alle pagine di libri che sembrano onde sbattute sugli scogli, al vento tra i miei rami, ad un’acqua di sorgente, o ,forse, a te fanciulla. Penso questo ma non parlo.

Mi dice che è più bello questo silenzio.

Dev’essere ben scomodo per lei indovinare i miei pensieri; staccarsi dal chiasso dell’osteria per ascoltare chi sta zitto.

Ma è stata lei a volermi qui.

“E’ tardi per me. Voglio rivederti.”

“Ho quarantasei anni e faccio l’operaio.”

“Va bene. Quando?”

“L”operaio …tutti i giorni, domeniche escluse.”

Ride.

Mi dice che ho una buona ironia.

Vuole rivedermi davvero. Mi stringe il palmo, fa scivolare un biglietto.

Mi lascia lì.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...