Lei e la parigina

Il buio inganna la mente e le fa credere di essere oltre il sonno. Direttamente nel sogno.

Era stato il nostro buio e il nostro sogno. Una notte d’amore intrecciato.

Lascio il suo letto, lascio la nostra cornice e sono già in strada.

E’ un buio sbiadito che prepara l’alba del nuovo giorno. L’ho lasciato lì. Mai dormire con un uomo la prima notte; ma che stupida regola.

La strada è deserta e non ho voglia di alzare gli occhi sull’orizzonte. Ho paura di smarrire le immagini della nostra prima notte, così vado, a testa bassa, su quel marciapiede.

E’ un attimo. Uno “Scusa, ero distratta” e un proseguire. Mi volto a guardare chi si è scusato così in fretta.

Cappottino nero, un basco alla francese e lunghi capelli color cioccolato. Con una mano trascina un piccolo bagaglio rosa e nell’altra stringe al petto una busta verde, Ladurée.

Il venerdì della settimana precedente aveva ricevuto una lettera. Era lui ad averla spedita. Era partito senza dichiararsi, con quella frase triste e banale del “restiamo amici”; avrebbe iniziato un’avventura e voleva esser solo.

Lei, mai abbastanza coraggiosa, lei…sarebbe tornata alla sua routine cancellando lui. Un amore per sbocciare, ne era convinta, ha bisogno di presenza, vissuto, abbracci, lacrime e, soprattutto, sorrisi. Quando la vita sarebbe stata nuovamente un correre verso gli impegni lui non ne avrebbe più fatto parte. Ma viverlo era diverso da convincersene.

Nella busta c’era un biglietto per Parigi e un post-it.” Non riesco mai ad addormentarmi, manchi tu”.

Era tarda l’ora ed era rimasta sulla porta con quella busta, prima di rientrare nella sua stanza in affitto. Quelle parole le sussurravano l’esistenza di un rifugio, novello e lontano, dove la solitudine era soppiantata dalla compagnia del mondo.

Aveva stretto tante notti la tastiera del cellulare,aveva scritto centinaia di sms mai inviati e soprattutto aveva sperato di dimenticare, dimenticare quell’amore in potenza. Era rimasta in attesa di qualche segno che le indicasse la direzione ed eccoli lì, un biglietto d’aereo e le sue parole.

Come per una vertigine improvvisa le sembrava di perdere l’equilibrio. Capì che doveva rischiare, mettersi in gioco e partire.

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