Padre

“La notte che seppe la notizia della fidanzata incinta non di lui, riuscì pure a dormire. Scrive Matteo che sognò un angelo e lo ascoltò parlare: “Non avere paura di sposare Maria, la tua promessa”. Non avere paura: gli uomini sono sensibili a questa raccomandazione. Fu così che divenne eroico. (…..) Seppe uscire di storia quando quel giovane uomo uscì dalla sua casa.
Giuseppe ha diritto di prestare nome alla festa dei padri. Lui è stato il vice in terra, incarico assunto senza nessun mandato, per amore di sua moglie e del figlio spuntato in mezzo a loro.
Raffigurato anziano, è per me giovane, innamorato e valoroso. Santo è un attributo che aggiunge poco alla sua integrità”

#iostoconerri

In nome della madre

“L’anno in cui sua madre lo partorì non era santo.(..)

Non nacque in un momento di allegria, ma durante un viaggio, uno spostamento forzato. (..)

Nacque sotto la coda e l’auspicio di una cometa, non un segno di buona fortuna secondo le credenze e le superstizioni antiche. (..)
Non aprì le acque come Mosè, però ci camminò sopra senza bagnarsi
Non creò il frutto della vite, ma seppe provvedere, in una festa, a vendemmiare vino dall’acqua.
Non creò il sole, il fuoco, né luna, né stelle già create, ma diede vista ai ciechi e questo è un modo di inventare luce. (…)
Nascesse oggi, sarebbe in una barca di immigrati (…)

Forse continua a nascere così, senza sopravvivere e il venticinque dicembre è solo il più celebre dei suoi compleanni.
Dopo di lui il tempo si è ridotto a un frattempo.
(Erri De Luca, da ” Nocciolo d’oliva” )